Marinella Venegoni ci parla di… Peter Gabriel (2)

Su La Stampa del 20 ottobre 2003, Marinella Venegoni presenta un articolo-intervista dedicato a Peter Gabriel: l’artista inglese, in occasione di un nuovo concerto dal vivo, offre lo spunto per alcune riflessioni dedicate alla musica digitale e alla possibilità di diffondere e condividere sulla Rete la musica che ciascun artista produce, coinvolgendo in un progetto e in un rapporto più complessivo soprattutto il fruitore di essa, cioè il pubblico. Il tempo trascorso dalla pubblicazione di questo articolo pare aver dato ragione alla lungimiranza dell’ex componente dei Genesis…

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SI CONFERMA ALL’AVANGUARDIA L’EX COMPONENTE DEI GENESIS
Gabriel scompare per lunghissimi periodi, ha covato per 10 anni l’ultimo album Up uscito nel 2002, e ora all’improvviso riappare, a pochi mesi dall’eccellente Growing Up Tour, che ha segnato una tappa significativa nell’evoluzione tecnologica dei concerti: Peter Gabriel è sempre il più avanti di tutti, e conferma questa vocazione in un incontro al quale arriva da Arzachena, in Sardegna (dove fa l’oste di lusso nel suo albergo «li Capanni»), abbronzato e dimagrito. Ammette d’essersi rimesso freneticamente in moto, annuncia che nel maggio 2004, arricchendolo, riprenderà (Milano, Roma e una terza località) il tour con il titolo Still Growing Up. Lunedì 3 novembre, poi, escono contemporaneamente sia il DVD Growing Up live, che cattura lo show registrato in due giorni di maggio al Forum di Milano, sia un doppio cd di best Hits, che è invece un riassunto della sua carriera solista dopo i Genesis da Solsbury Hill e Shock the monkey a Sledgehammer, da Don’t give up a Biko fino ai pezzi più recenti (in più, un mezzo inedito: Burn you up, bum you down). Per la primavera i fans aspettano pure una riedizione di Ovo, ma almeno su questo nìcchia:
“Effettivamente mi hanno chiesto di risuonarlo, ma non ho avuto tempo perché sono assorbito da troppi progetti”.
Fondatore del Womad, promotore della World Music, Gabriel è un artista e operatore culturale stimolante, con il quale è utile scandagliare i mutamenti in corso.
“Caro Gabriel, lei ha inciso almeno tre versioni diverse degli Hits fra Germania, Europa, America; ha registrato e venduto dischi live di differenti concerti negli Usa, ora esce il DVD. Durante il tour europeo, disse che i suoi bilanci erano in rosso e che andava negli Usa a rimpolparli”.
“E’ un po’ come mangiare: lo fai per dieci anni e non succede nulla, poi all’improvviso la ciccia viene fuori. Certo, il tour Usa mi ha aiutato a ristrutturare la casa in Sardegna: senza quegli incassi lo show sarebbe stato un forno. Le entrate dei dischi calano e caleranno; la musica si scarica dalla rete e le tendenze paiono due: si tirerà giù un tot la musica che si vuol studiare, e sarà a prezzi attuali quella che si ama e si vuole tenere. Alla lunga però tutto sarà meno costoso”.
“Anche lei segue la moda del DVD più album in uscita contemporanea”.
“Il vecchio music business sta morendo e si sviluppano nuove idee, con pezzi vecchi e nuovi. Lo ammetto: è una tecnica di marketing”.
“Lei è stato un pioniere dell’ elettronica. Si sente un po’ responsabile della crisi che ha portato il download?”
“In parte sì, ma ora la musica è più stimolante per chi la ama e per chi la fa. Molto materiale interessante non può esser ascoltato nel mondo fisico, ma nel mondo digitale, sì. E’ una rivoluzione: non c’è più business nel prodotto finito, però si può mettere in rete, quel che si sta creando, e l’appassionato diventa parte di quel processo, con un giudizio del tutto democratico rispetto alle vecchie regole. Lo ha fatto Francis Ford Coppola con le sceneggiature. E poi non ci sono più impedimenti come con il cd: puoi scrivere 20 secondi o 20 ore di suoni”.
“Phil Collins ha detto che per lui non ci sarebbe problema a mettersi a suonare con i Genesis. Lei che ne pensa?”
“E’ come passare il Natale in famiglia, o come riunirsi con i compagni di scuola: lo puoi fare ogni dieci anni. I Genesis sono stati molto generosi con me, sono venuti a suonare per aiutarmi a colmare le perdite economiche del Womad. Ma a parte questo, se io fossi in crisi con le mie idee artistiche o avessi problemi economici direi: perché no?”
“Il 29 novembre a Città del Capo si tiene il concerto contro l’Aids slittato nei mesi scorsi, con Bono Madonna e altri. Ci sarà?”
“Penso di sì ma non so ancora come”.
“Che cosa le piacerebbe davvero fare?”
“Vorrei registrare canzoni per pianoforte e voce, lavorare con altri autori di testi, cantare in altre lingue. I miei amici Brian Eno e Daniel Lanois stanno creando una raccolta di preziosissime lingue, molte delle quali scompaiono. Stanno anche cercando di dare un suono al latino, ne ricostruiscono al computer la sonorità”.

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