Ho riascoltato “Zombie” dei Cranberries ed è stato diverso

La morte di Dolores O’Riordan, cantante dei Cranberries, è uno di quegli accadimenti che per una giornata si impadroniscono completamente del web, delle nostre discussioni, dei nostri pensieri. Appena apprendi la triste notizia, te ne accorgi: la sua musica è legata indissolubilmente a tanti momenti della nostra vita, per ognuno diversi, per ciascuno intensi. La sua voce non era per pensieri passeggeri, ma per stati d’animo intimi, profondi, decisivi.

zombie cranberries.jpg

La prima immagine “musicale” che viene in mente pensando a Dolores O’Riordan, naturalmente, è la canzone “Zombie” pubblicata con i Cranberries. È uno di quei pezzi che possono essere benissimo candidati al titolo Canzone definitiva degli Anni 90, insieme ad altre illustri e potenti candidature: “Wonderwall” degli Oasis, “Smells like teen spirit” dei Nirvana, “Bittersweet symphony” dei Verve… e possono venirtene in mente mille altre, certo, ma così “definitive”?

Di sicuro candidiamo “Zombie” anche al titolo Prima canzone suonata alla chitarra da milioni di giovani. Quattro accordi semplici, senza complicati barré, ritmo lento in 4/4, costante dall’inizio alla fine. Una strofa sussurrata, un ritornello irresistibile con un “in your head” da urlare a squarciagola, il tutto con l’accompagnamento di mi- do sol re, i fondamentali della musica pop. Il suo successo mondiale (anno 1994) l’ha catapultata di forza nei canzonieri di tutto il mondo. Compravi un Millenote? “Zombie” c’era, e se stavi ancora imparando la tecnica preferivi questa a tutte le altre, perché praticamente si suonava da sola, e la cantavano tutti.

Persino l’assolo era così intuitivo che poteva essere suonato facilmente anche da chi aveva una tecnica base. Com’è che funziona? Formiamo una band, troviamoci in sala prove, iniziamo con qualche cover… il premio Cover più eseguita dai giovani gruppi rock è pressoché conquistato. Tutto in questa canzone era così immediato, naturale, condiviso e per tutti: la forza del pop scorreva potente in questi 5 minuti di testo e musica che Dolores O’Riordan ha dichiarato di aver composto in meno di 20 minuti.

Tornando ai premi immaginari, anche nella categoria Canzone contro la guerra questa canzone si classificherebbe molto in alto. Chissà, forse più in alto della stessa “Sunday bloody sunday” degli U2 (irlandesi come i Cranberries) che in comune con “Zombie” ha il tema del testo, cioè gli scontri tra il governo britannico e gli indipendentisti irlandesi dell’IRA, che sembrano una storia lontana nel tempo e nello spazio, ma sono durati tutto il Novecento. Al centro di queste liriche c’è l’universale bisogno di pace, di stop alle armi, espresso anche in un videoclip a impatto diretto.

Infine, “Zombie” è diventata talmente famosa da produrre l’effetto controproducente che generano tutti i fenomeni virali. E per alcuni appassionati di rock è diventata il “luogo comune” di una canzone troppo semplice, generalista, scontata. Un po’ come il riff di “Smoke on the water” che i venditori di strumenti musicali detestano sentire mentre i clienti provano una chitarra. Azzardo: se negli anni 90 fosse esistito X-Factor, sarebbe stata utilizzata costantemente dai concorrenti del programma. Insomma, c’è stata sottotraccia una “reazione a Zombie”, per il banale motivo di essere “troppo famosa”.

Eppure i Cranberries non sono stati la classica meteora annullata una canzone diventata più nota di loro: il gruppo ha continuato a scrivere album di successo. Se vogliamo aggiungere un’altra candidatura a un premio facilmente vinto, Dolores O’Riordan negli anni 90 è stata in assoluto la Voce femminile ispiratrice: probabilmente ogni giovane donna di fine millennio ha sognato di cantare come lei, con quelle linee melodiche curve, precise, con un fascino tra il solenne e il dark, e un vezzo simile a un “singhiozzo” che solamente lei sapeva rendere autenticamente bello e malinconico allo stesso tempo.

I Cranberries avrebbero dovuto suonare in Italia quest’estate, in apertura al concerto di Eddie Vedder, ma hanno annullato la partecipazione per i problemi di salute della cantante. In questi casi si pensa sempre a malanni passeggeri, o a capricci da rockstar. Invece no: Dolores O’Riordan si è spenta ieri a Londra, per cause non ancora rese note. 46 anni di vita sono davvero pochi, ma sono bastati per diventare una delle cantanti più influenti dei nostri tempi.


“Zombie” è contenuta nell’album “No need to argue” dei Cranberries (1994, Island Records), disponibile in Biblioteca Musicale Andrea Della Corte in collocazione 13.F.3881

2 risposte a "Ho riascoltato “Zombie” dei Cranberries ed è stato diverso"

Add yours

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Create a website or blog at WordPress.com

Su ↑

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: