Romeo and Juliet, Romeo e Giulietta, Roméo et Juliette, Rometta e Giulieo

Non è un semplice gioco di parole: dopo aver tanto evocato Romeo e Giulietta, è facile che possa scappare il Rometta e Giulieo di cui sopra. Tanto che qualcuno ha deciso di farlo diventare il titolo di un libro.

Romeo, Giulietta e la loro storia sono l’asso nella manica di uno dei nostri percorsi divulgativi. Poco sforzo il nostro, ne siamo consapevoli: i ragazzi non si stancherebbero mai di sentirne la storia e di vederne versioni. E noi immaginiamo che anche le loro insegnanti, sedute al fondo della sala, in silenzio, facciano il tifo affinché – all’ennesimo allestimento/versione/spettacolo del quale parliamo – qualcosa nel finale possa cambiare. Tutti ci sperano fino all’ultimo: questa volta non  muoiono; scappano subito dopo il matrimonio – con loro Frate Lorenzo e Nutrice – e vivono felici e contenti; lei si sveglia prima; anche lui beve una pozione che simula la morte e quindi il veleno è finto.
Macché… William Shakespeare (chiunque egli fosse), sadicamente crudele e splendidamente umano, continua a incantarci con la sapienza del suo raccontare, rendendo il suo teatro un esempio di genio cretivo da spedire nello spazio, alla ricerca di una giusta fama ultraterrena-ultraterrestre (l’hanno già fatto?).
E fortunati coloro che possono, capendolo, leggerselo nel suo inglese!

Dicevamo della trama e siamo subito andati al finale. Perché della storia di Romeo e Giulietta sappiamo tutti come inizia – loro due i giovani rampolli di due casate anticamente rivali e nemiche di Verona, Montecchi e Capuleti – e sappiamo il finale, con lei che si finge morta per sfuggire al matrimonio con il conte Paride, aiutata da una pozione che la fa sembrare senza vita; lui che la crede effettivamente morta e sulla tomba di lei beve un veleno che lo fa morire veramente; lei che si risveglia, lo trova morto e si dà la morte a sua volta. Conosciamo anche la scena dal balcone perché reca con sé i versi più famosi della storia del teatro e anche, forse, perché siamo rimasti colpiti (giudicate voi in che modo) dal balcone turistico di Giulietta a Verona.

Romeo+Giulietta

Il cinema, nel caso non volessimo immediatamente andare a googlare sul nostro smartphone, ci viene in soccorso facilmente, tanto che i non più giovanissimi ricordano sicuramente la rappresentazione di Franco Zeffirelli e i bei volti dei (filologicamente) giovanissimi attori che interpretavano i due amanti.
Poi, per citare solo i più famosi, è venuto il più psichedelico e contemporaneo racconto di Baz Luhrmann, con un Leonardo di Caprio in grande e giovane spolvero. Qui i testi e i dialoghi sono fedeli all’originale e l’insieme è un cocktail veramente ben riuscito ed efficace.
Ma noi, quando ci affacciamo sulla loro storia, iniziamo sempre da un balletto, quello con la musica composta da Sergej Prokofiev  e le coreografie di Sir Kenneth MacMillan per la Royal Opera House. Perché, per noi che apprezziamo la danza con semplice stupore fanciullesco, è la quintessenza della bellezza, è la danza che si esprime con una forza e insieme una poesia difficili da trovare così bene appaiati. Non per nulla, quando questo Romeo e Giulietta fu presentato la prima volta sulle scene dal Royal Ballet, il 6 febbraio 1965, ricevette quaranta minuti di applausi e almeno altrettante chiamate.
Sono cambiati i ballerini interpreti, i sontuosi costumi di Nico Georgiadis sono stati rinnovati e riadattati, i giochi di luce si sono fatti sempre più sofisticati, ma questo balletto e questo finale… Andate a cercarlo o venite a prendere il dvd blue-ray in prestito da noi. Vi farete un regalo.
E se avete voglia di fare un confronto e scoprire come un balletto possa cambiar pelle, trasformandosi radicalmente con coreografie, allestimento e costumi diversi (e qualche sonorizzazione aggiunta alla partitura di Prokofiev), informatevi sul Roméo et Juliette di Angelin Preljocaj, coreografo nato in Francia da genitori albanesi, che ha costruito intorno ai due personaggi il mondo angosciante e ipercontrollato di una dittatura futurista che non lascia via di scampo, nel quale i due amanti (una Giulietta appartenente alla classe dominante e un Romeo paria) parlano una lingua del corpo estremamente sensuale e potente e si abbandonano, nello slancio amoroso, alla ricerca di gesti quasi spontanei e a tratti violenti.

Roméo Juliette

Del Roméo et Juliette di Berlioz avevamo già fatto cenno, ma vale la pena leggere cosa lo stesso musicista scrive a proposito del suo progetto musicale, l’immensa Sinfonia drammatica per soli, coro e orchestra: se nelle celebri scene del giardino e del cimitero i dialoghi dei due amanti non sono affidati al canto, se i duetti d’amore fra Giulietta e Romeo sono espressi con l’orchestra, le ragioni sono molte e facile a capirsi. Anzitutto, perché si tratta di una Sinfonia e non di un’opera. Poi perché i duetti di questo tipo debbono trovare un modo di espressione, diverso da quello usato da altri grandi maestri. In fondo, in casi del genere il linguaggio strumentale si dimostra più ricco e più vario, più potente nel descrivere i sentimenti sublimi dell’amore.
Questa fu la composizione che Berlioz riuscì a portare a termine grazie al generoso contributo in denaro di Paganini (sì, proprio così), episodio sul quale sono stati montati una serie di retroscena che possiamo anche ignorare. Ci basti sapere che  l’assegno di ventimila franchi – che certo nessuno si preoccupò di nascondere e che fu anzi autentico coup de théâtre dell’istrione genovese – ci fu, e consentì a Berlioz di coronare il suo sogno shakespeariano.

Chi fece cantare Romeo e Giulietta furono il Bellini, con l’opera I Capuleti e i Montecchi nel 1830 e Charles Gounod, con Roméo et Juliette. Il primo, dovendo scrivere un’opera su commissione del Teatro la Fenice di Venezia in gran fretta, per la circostanza di dover sostituire con una sua opera quello che doveva essere un impegno del musicista Pacini, impossibilitato ad onorarlo (per malattia, come egli si giustificò, o per la necessità di assecondare amorosi intenti, come fu insinuato da altri); il secondo, che inizia a scrivere il suo drame lyrique a Villa Medici e ne fa un esempio di ricerca di una nuova drammaturgia in musica francese.
Bellini affida la parte di Romeo alla voce femminile di Giuditta Grisi, attinge ampiamente alla musica scritta per Zaira e fa rielaborare al librettista Romani il soggetto che lo stesso aveva già affrontato per un’opera del Vaccaj. Gounod fa risvegliare Giulietta prima che il veleno si porti via Romeo, li fa parlare e sognare di poter fuggire insieme e decide di tagliare la scena della riconciliazione finale tra Montecchi e Capuleti, riservandosi di lasciare interpretare ai suoi personaggi un finale dedicato solo al loro dolore.

Un accenno a West Side Story e a questa trasfigurazione newyorkese del nostro dramma ve lo dobbiamo. Soprattutto dopo aver visto The making of ‘West Side Story’, documentario che svela un Leonard Bernstein alle prese con la registrazione in studio della sua stessa musica, quella scritta più di trent’anni prima per un musical che ha fatto la storia di Broadway.
In sostanza: il musical nasce a Broadway (quindi a teatro) nel 1957 e nel 1961 diventa un film. Quel musical e quel film portano la firma musicale di Bernstein e, anche se non lo sapete, i songs della trama musicale di quell’opera sono canzoni che tutti conosciamo. Provate a cercare Tonight, Maria, Somewhere… Sì, sono di Bernstein e questo è il Romeo e Giulietta statunitense, storia di Maria/Giulietta e di Tony/Romeo, appartenenti a due bande rivali,  Jets e Sharks che si contendono il territorio del quartiere del West Side, a New York.

Potremmo andare avanti ancora molto, le Giuliette e i Romei sono tanti, ma faremmo loro torto se non invocassimo, almeno quelli, i versi del loro stesso commiato

Occhi, miratela un’ultima volta
Braccia stringetela nell’ultimo abbraccio
Labbra, voi, porta del respiro, con un bacio puro
suggellate un patto senza tempo con la morte
che porta via ogni cosa […]

 

In Fonoteca potete trovare:

Romeo and Juliet, music Sergej Prokofiev, The Royal Ballet, Royal Opera House: collocazione 14.BD.10
Roméo et Juliette, musica di Charles Gounod, Arena di Verona, collocazione 16.BD.7
Roméo et Juliette, musica Sergej Prokofiev, Opera National de Lyon, collocazione 03.P.57

In altre biblioteche civiche trovate il dvd di West Side Story e da noi molto, molto altro.

2 risposte a "Romeo and Juliet, Romeo e Giulietta, Roméo et Juliette, Rometta e Giulieo"

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