Fedra

16 ottobre, ore 17.00

Cantata scenica per soprano, violino e violoncello
Testo liberamente tratto dalla Fedra di Jean Racine di Patrizia Valduga
Musica di Marco Emanuele

Trio Debonair
Marina Degrassi soprano
Stefania Priotti violino
Laura Culver violoncello

Marco

Una moderna versione della storia di Fedra sui versi di Patrizia Valduga (da Cento quartine e altre storie d’amore), che traducono e riscrivono quelli della tragedia classica di Racine. Prima di morire Fedra rivive la sua vicenda – e i dialoghi con il figlio Ippolito, la nutrice Enone, il marito Teseo – in una lunga allucinazione, scandita da recitativi e numeri chiusi, proprio come in un’opera lirica di primo Ottocento: cavatine e cabalette, ma anche tango e mazurca. L’abbandono alla melodia e al virtuosismo fa fronte alla progressiva perdita di sé da parte della protagonista.

L’ingresso al Salone è possibile a partire da mezz’ora prima dell’inizio dell’evento, fino a esaurimento dei posti disponibili

 

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