Halloween o non halloween… Alla musica la sua magia (e stregoneria)

Abbiamo un po’ di sospesi, dalla fiaba sulle rondini alla prosecuzione della nostra ricognizione sulla musica al femminile, ma la vetrina del catalogo delle biblioteche civiche torinesi ci ha fatalmente catturato. Così come le zucche svuotate e intagliate da nonni e nipoti, i trucchi cercati insieme alle maestre, le proposte delle Pay Tv e tutto quanto il resto dell’armamentario.

Vi state preparando?

Noi siamo andati a cercare qualcosa per voi. Qualcosa che sapevamo esser lì, in attesa sui nostri scaffali, pronto a soddisfare qualche curiosità sull’argomento.

Per dire: pensando alla musica, alle sue più remote origini e alla sua utilità in un mondo ancora primitivo (o in contesti sociali anche attuali che noi definiremmo – con gli occhiali della nostra cultura – non civilizzati), considerate quale potente strumento fosse il canto magico…
Nessun sistema musicale, solo l’obbedienza alla fondamentale regola per la magia: l’imitazione. Senza preoccupazione estetica alcuna, la musica nasce dalla necessità di comunicare con lo Spirito sul quale intende agire, che abita tutto e al quale ci si rivolge per chiedere.
La musica non come fine, ma come mezzo, considerato – anche nella sua evoluzione successiva – estremamente efficace e potente.
A pagina 96 del libro La musique et la magie di Jules Combarieu viene riportato quanto stabilito nel 1316 dal Consiglio di Colonia: “in tutte le chiese che sono sotto il nostro ordine, è vietato fare imprecazioni e cantare la melodia Media vita contro le persone, salvo nostra espressa autorizzazione”. L’autore non manca di annotare quanto potente fosse considerato l’effetto di quel canto (e delle sue evidenti forzature e distorsioni), tanto da dover essere sterilizzato da una dichiarazione solenne di un testo normativo.
Il testo prosegue con l’analisi estremamente seducente delle applicazioni del canto magico alle molteplici situazioni della vita umana e in diverse culture: sicuramente un modo di considerare la funzione musicale, la sua essenza e la sua evoluzione fuori dalla nostra percezione quotidiana.

Se invece avete giovani figlie rimaste folgorate da una festa pagana in qualche caso contestata, confermerete la predilezione per l’agognato costume da strega. Un richiamo dettato più dal gioco e dall’estetica del travestimento che dal consapevole interesse verso il mondo e la cultura così evocati.

A questo proposito, ha fatto non troppo timidamente capolino dai nostri depositi uno scritto che indaga il tema della musica in relazione alla dimensione femminile (e quindi anche alle congetture sulla musica delle streghe) e che – spiace doverlo ammettere – non sapevamo esser stata pubblicazione importante e discussa negli anni della sua uscita.
Nelle ipotesi formulate dall’autrice Meri Franco – Lai, la musica doveva formare parte di una totalità, di una cosmogonia, e venne repressa insieme alla loro medicina, alla loro astrologia, alla loro sapienza. Le streghe di certo assegnavano alla musica una funzione globale e unificante, tendente ad agire sulle cose.
Infatti il canto è l’elemento insopprimibile delle arti incantatorie, degli incantesimi, dell’incantazione magica […] È lecito avanzare un’ipotesi sulla musica delle streghe basata sul loro ruolo terapeutico, forse quello che meglio le contraddistingue. Non solo si ricorreva alle streghe per guarire attraverso le loro cure mediche ma, dato che in esse veniva identificata la presenza satanica, la disgrazia, l’impotenza, la malattia, anche il fatto di accusarle e di condannarle costituiva un rimedio, un modo efficace per liberarsi dal male […].
Analogamente agli sciamani, le streghe dovevano valersi di aiutanti che suonavano e ballavano mentre esse spalmavano gli unguenti narcotici ed effettuavano la guarigione estraendo il male (simboleggiato da un pezzo di vetro, da un verme, da un insetto) […]
La loro musica rispecchiava  senz’altro la comunicazione sonora degli uccelli o quella di certi insetti come le cavallette, i grilli, le cicale […]
La stessa autrice riconosce essere materia, quella nella quale ha esercitato la sua riflessione, estremamente opinabile. Ma certo il suo Musica Strega è una ricerca che ci ha fatto piacere scoprire.

Poi ci sono quei titoli che promettono di farti sintonizzare sul registro giusto. Non potevamo crederci, ma siamo tornati a Carlo Gesualdo, che – come avevamo affermato – continua ad esercitare il suo fascino a distanza di secoli. Cinque voci per Gesualdo di Roberto De Simone è definito dall’autore stesso un Travestimento in musica e teatro di un mito d’amore, morte e magia, che non si inoltra e non rappresenta solo la nota storia dell’infedeltà coniugale e il relativo dramma, ma intreccia una trama teatrale fatta di ossessioni demoniache e storie di poteri e intrighi politico-religiosi della Napoli seicentesca.

Questa sera non avete voglia di mettervi a leggere, ma potreste aver bisogno del suggerimento di una bella colonna sonora a tema?
Ci siamo fatti aiutare da Remo, ed eccovi serviti…

Takemitsu – Cantos \Stoltzman -Takemitsu – Fantasma/Cantos (collocazione MC.875)

Granados
– Granados\Complete Piano Music\Cuentos de la juventud – El fantasma (collocazione 03.F.370)

Boito
– Mefistofele\Atto II: Danza di Streghe (collocazione 97.F.366)
Dvorak – Dvorak – Symphonic Poems\The Noon Witch (Polednice) (La Strega di mezzogiorno), symphonic poem, B. 196 (collocazione 98.F.112)

Ciaikovskij
– Le stagioni\ Album per la gioventù, op. 39 – 20. La strega (collocazione CLA.F.102.2)

Beethoven
– Piano Trios \piano Trio in D major ‘Ghost’, Op.70 – 2 Largo assai ed espressivo (collocazione 13.F.614)

Lawes, Locke, Coperario
– Maskes & Fantazies\The first Witches Dance; The Second Witches Dance (collocazione 03.F.461.2)

Purcell
– Dido and Aeneas\Prelude For The Witches; The Witches’ Dance (collocazione 11.F.753)

Puccini
– Le Villi\Part 2 The witches’ Sabbath (collocazione 94.F.178)

Berlioz – 
Symphonie Fantastique-V Sogno di una notte di sabba (collocazione 93.F.33)

Elgar – Sea Pictures\ III. Sabbath Morning at Sea (collocazione 31.FF.23.7)
The Enchanded Kingdom\Liadov – Baba Yaga op.56 ;Kikimora op. 63 (diavolo delle fiabe russe) collocazione MC.923

Buona festa… E non tremate!

 

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