L’attributo dell’intelligenza – Spettacolo dedicato alla vita e all’opera di Alan Turing

15 novembre, ore 17.00

Gabriele Argazzi testo e Interpretazione
Barbara Bonora regia e ricerche
Cooperativa “Le Tre Corde” (Molinella – Bologna)

Narrazione per attore solo, in cui è rievocata l’irrequietezza del percorso intellettuale di Alan Turing e l’originalità del suo tentativo di far scendere sulla terra la logica matematica, per farla congiungere con il mondo dove gli uomini fanno le cose.
Il lavoro affronta la spiegazione della “macchina di Turing” (con la quale Alan risolse nel 1936 il terzo quesito di Hilbert, mostrando l’indecidibilità di certe asserzioni matematiche), passa attraverso il gran rifiuto all’offerta di John von Neumann di restare in America per diventare un matematico di successo e percorre l’avventura esaltante dell’invenzione dei primi calcolatori della storia (Victory e Agnus). Fino al sogno dei sogni, quello di creare un’Intelligenza Artificiale.
In un tempo in cui la nascente cibernetica si sentiva in dovere di rassicurare l’opinione pubblica e le autorità della chiesa sul primato perenne e sostanziale dell’uomo rispetto ai calcolatori, Turing ipotizzò un modo di intendere il rapporto fra uomini e macchine, che capovolgeva ogni comoda consuetudine. Alla domanda “Può una macchina pensare?” Alan rispose proponendo un concetto di pensiero che prescindeva dal luogo dove questa attività veniva prodotta, liberandola dal vincolo antropocentrico che ne aveva fatto l’ultima trincea della separazione tra l’uomo e il mondo e sperando che un calcolatore avrebbe fatto del proprio intelletto un uso diverso dall’uomo, impegnato a torturare la Natura o i suoi simili.

Lo spettacolo presenta le necessarie riflessioni sulle circostanze amare della vita di Turing (gli anni bui dell’adolescenza alla High School di Sherborne, la morte del compagno Cristopher Morcom, e soprattutto, la solitudine che sempre lo afflisse e che si fece tragedia con l’igno-bile persecuzione poliziesca nei due anni seguiti al processo per omosessualità) ma pone so-prattutto l’accento sullo sforzo da lui compiuto per portare la logica matematica fuori dalla torre d’avorio in cui l’avevano posta matematici quali David Hilbert e Kurt Gödel, fino al so-gno dei sogni: l’Intelligenza Artificiale.

A cura dell’Associazione Teatro e Scienza

L’ingresso al Salone è possibile a partire da mezz’ora prima dell’inizio dell’evento, fino a esaurimento dei posti disponibili

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