Contrappunto n. 2

Dopo Hornby,  la seconda delle nostre suggestioni…
Di Anna Sofia Groppo

Purtroppo non più in commercio, Racconti musicali (a cura di Carlo Boccadoro) è una raccolta molto varia ed interessante di quelli che il curatore ha definito come hapax – casi unici, eccezioni – nella produzione dei vari autori. Stili, temi e stati d’animo espressi sono molto eterogenei tra loro, ma tutti si legano in differente maniera ad un qualche elemento musicale. Accanto a momenti seri e quasi storici come Antonio Stradivari di Savinio o Il genio della notte di Zweig, possiamo infatti trovare brani come l’irriverente scenetta La verità su Paganini di Campanile o l’intenso e quasi frustrante Tosse durante il concerto di Böll, la quasi poesia F. C. (1810-1849) di Enzensberger o Il segreto della musica vecchia di Villiers de l’Isle-Adam, vicino a modalità espressive del teatro dell’assurdo.
Mentre in alcuni la musica rimane come secondario particolare trascurabile, come in Bic di Trevisan, altrove rimane protagonista indiscussa (Il blues di Sonny di Baldwin) e domina la scena già a partire dal titolo, come La ragazza di Ipanema 1963/1982 di Murakami, dove la protagonista stessa non è altro che una versione onirica ed antropomorfizzata della canzone di Vinícius de Moraes e Antônio Carlos Jobim.
A conclusione del volume troviamo addirittura un estratto da un trattato di neurologia, L’uomo che scambiò sua moglie per un cappello di Saks. Poi autori molto diversi e apparentemente quasi in contrasto tra loro: Christie, Nabokov, Cechov, Gadda, Capote, Cortàzar.

Particolarmente simpatico è anche Liszt di Dahl, racconto originariamente pubblicato il 31 Ottobre del 1953 su The New Yorker con titolo Edward the Conqueror e tradotto e pubblicato in Italia dalla casa editrice Longanesi nella raccolta Storie impreviste. Louisa, pianista per passione, crede fermamente che il suo gatto altri non sia che la reincarnazione di Liszt. Prova di ciò sarebbero le forti reazioni del felino ai brani eseguiti dalla signora inglese, in particolare ai Sonetti di Petrarca:

Questa volta successe una cosa davvero fantastica. Aveva suonato appena le prime tre quattro note che la bestia cominciò a muovere i baffi. Si tirò su al massimo della sua altezza, piegò la testa da un lato, poi dall’altro, e prese a guardare nel vuoto con una specie di espressione concentrata e seccata, come se dicesse: – che cos’è questo? Non dirmelo. Lo conosco benissimo, ma sul momento non riesco a individuarlo-.

Più Louisa si convince di trovarsi di fronte alla reale reincarnazione del compositore, più il marito Edward si ingelosisce del povero felino e la tensione sempre crescente porta ad un finale a dir poco inaspettato.

 

Liszt  – Sonetti di Petrarca  – coll. 13.F.345 e 10.MD.844
Liszt : Weihnachtsbaumn – coll. 287.MD.16 e 06.F.318
Schumann : Carnaval – coll. 05.F.189 (803.MD.3) e Kinderszenen coll. 96.F.538,  340.MD.9 e 804.L.73

 

 

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