Un giorno dopo l’altro reloaded

Ci stiamo inoltrando in questo luglio con il passo e la mente rallentati da un caldo che speriamo voglia concedere la tregua promessa e ci è tornata voglia di parlare di musica per l’estate.
Detta così, sembra quasi di intravedere il tormentone della playlist dell’estate 2019 ma così non sarà, ché – lo ammettiamo candidamente – non saremmo in grado di parlarne. Come sapete ci interessano quelle sequenze di brani che scegliamo per farci compagnia anche solo per poco, composte in occasione della creazione di uno spazio prima di tutto mentale, normalmente in vista di una ricorrenza, una festa, una vacanza, la bella stagione, un viaggio in macchina che possa essere ricordato.
Facilmente viene da tornare a cose note, che quando si ripresentano – non c’è niente da fare – fanno star bene, perché le riconosci e ti attraversano.
Quindi, che fai? Ripeschi dalla tua memoria musicale e finisci per somigliare ad una qualsiasi Little Italy, facendo risuonare musica da un passato in questo caso non uguale per tutti.
Salvo poi lasciarti spiazzare da quello che ti butta lì il tuo solerte suggeritore artificiale (partendo dalla tua scelta di Sakamoto!) e trovarti di fronte al disarmante Un giorno dopo l’altro di Luigi Tenco. Talmente bello e poetico e talmente triste, così dolce, fluida e originale la linea melodica, così definitivo il testo.
Fai mente locale e no, in effetti Tenco non fa parte del tuo passato musicale, ma quel poco che sai della sua storia e quello che le sue parole raccontano, te lo rendono in qualche modo prossimo.
Di quella canzone però, ti rimane la sensazione che possa lasciar filtrare un significato diverso, un’intenzione contraria che parrebbe farsi strada.
Non volendo offendere nessuno, decidi di provarci: e se in nome dei concetti che orientano un contenuto sulla base delle parole usate per descriverlo, si potesse tentare di ricavarne un senso parallelo?
Anche senza un motivo specifico, o forse per molte ragioni diverse…
Un giorno dopo l'altro

Potete trovare l’Antologia dei brani di Luigi Tenco curata di Enrico de Angelis in fonoteca, alla collocazione 15.F.5120

 

 

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Create a website or blog at WordPress.com

Su ↑

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: