Torino e “Il Canto degli Italiani”, tra musica e storia

5 dicembre, ore 17.00

Io sentii dentro di me qualche cosa di straordinario, che non saprei definire adesso. So che piansi, che ero agitato, e non potevo star fermo. Mi posi al cembalo, coi versi di Goffredo sul leggio, e strimpellavo, assassinavo colle dita convulse quel povero strumento, sempre cogli occhi all’inno, mettendo giù frasi melodiche, l’una sull’altra, ma lungi le mille miglia dall’idea che potessero adattarsi a quelle parole.

Con queste parole Michele Novaro nel 1875 ricordava quella sera del novembre del 1847, quando gli venne recapitato il testo di Fratelli d’Italia inviatogli a Torino dall’amico Goffredo Mameli, studente genovese ventenne e fervente mazziniano. Il musicista si trovava a Torino per lavorare come maestro dei cori nei teatri Regio e Carignano e frequentava la casa del patriota Lorenzo Valerio nell’odierna via XX Settembre, dove un iscrizione sulla facciata dell’edificio ci segnala ancor oggi il luogo di nascita de Il Canto degli Italiani.

In apertura la proiezione del docufilm Il Canto degli Italianim, presentato dall’autore, il musicista Maurizio Benedetti

Seguono gli interventi di:

Mauro Bouvet, coordinatore delle Edizioni del Conservatorio Giuseppe Verdi di Torino
L’edizione critica della partitura di Mameli-Novaro

Mario Brusa, attore e regista
Goffredo Mameli poeta

Umberto D’Ottavio, promotore della legge 4/12 2017 n.181 sull’inno nazionale
L’inno di Mameli: una storia lunga 170 anni per diventare ufficiale

L’ingresso al Salone è possibile a partire da mezz’ora prima dell’inizio dell’evento, fino a esaurimento dei posti disponibili

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