I 250 di Ludwig (van Beethoven) – Episodio 8 – L’Amata Immortale

Dopo la mia morte, in un cassetto, vicino ad un ritratto di donna che ancor oggi non si riesce ad attribuire con certezza, le tre lettere scritte in successione tra il 6 e il 7 luglio di un anno che non ho indicato, ma che adesso sappiamo essere il 1812
Lettere che evidentemente non ho mai spedito. Parole libere di adempiere al compito di onorare una necessità profonda: quella di amare incondizionatamente la mia Immortale Amata, parlandole come se avessi potuto averla vicino.
Come se avessi potuto averla


6 luglio, di mattina 

Mio angelo, mio tutto, mio io – Solo poche parole per oggi, e per giunta a matita (la tua) […]
Perché questa pena profonda, quando parla la necessità – può forse durare il nostro amore se non a patto di sacrifici, a patto di non esigere nulla l’uno dall’altro; puoi forse cambiare il fatto che tu non sei interamente mia, io non sono interamente tuo – Oh Dio, volgi lo sguardo alle bellezze della natura e rasserena il tuo cuore con ciò che deve essere – l’Amore esige tutto, e a buon diritto – così è per me con te, e per te con me. Ma tu dimentichi tanto facilmente che io devo vivere per me e per te […]
Il mio viaggio è stato terribile; sono arrivato qui soltanto ieri mattina alle quattro […]
Ci vedremo sicuramente presto; neppur oggi riesco a far parte con te delle mie considerazioni di questi ultimi giorni sulla mia vita.
Se i nostri cuori fossero sempre vicini l’uno all’altro, non avrei certo simili pensieri. Il mio cuore trabocca di tante cose che vorrei dirti – ah – vi sono momenti in cui sento che le parole non servono a nulla.
Sii serena – rimani il mio fedele, il mio unico tesoro, il mio tutto, così come io lo sono per te. Gli dei ci mandino il resto, ciò che per noi dev’essere e sarà.
Il tuo fedele Ludwig

Lunedì 6 luglio, di sera

Tu stai soffrendo, creatura adorata – soltanto ora ho appreso che le lettere devono essere impostate di buon mattino il lunedì-giovedì – i soli giorni in cui parte da qui la diligenza per K. – Stai soffrendo – Ah, dovunque tu sia, tu sei con me – Sistemerò le cose fra noi in modo che io possa vivere con te […] – piango se penso che probabilmente non potrai ricevere notizie da me prima di sabato – Per quanto tu mi possa amare – io ti amo di più – Ma non avere segreti per me  – buona notte -[…] Oh Dio – così vicini! Così lontani! Non è forse il nostro amore una creatura celeste, e, per giunta, più incrollabile della volta del cielo?

Buon giorno, il 7 luglio

Pur ancora a letto, i miei pensieri volano a te, mia Immortale Amata, ora lieti, ora tristi, aspettando di sapere se il destino esaudirà i nostri voti – posso vivere soltanto e unicamente con te, oppure non vivere più.
Sì, sono deciso ad andare errando lontano da te finché non potrò gettarmi tra le tue braccia e dire che il mio posto è qui con te, e finché non potrò far volare la mia anima avvinta alla tua nel regno dello spirito – Sì, purtroppo dev’essere così – Sarai più tranquilla, poiché sai bene quanto ti sia fedele. Nessun’altra potrà mai possedere il mio cuore – mai – mai – Oh Dio, perché si dev’essere lontani da chi si ama tanto. E la mia vita a V[ienna] è ora così infelice – Il tuo amore mi rende il più felice e insieme il più infelice degli uomini […] Sii calma, solo considerando con calma la nostra esistenza riusciremo a raggiungere la nostra meta, vivere insieme. Sii calma – amami – oggi – ieri – che desiderio struggente di te – te – te – vita mia – mio tutto – addio.
Oh, continua ad amarmi – non giudicare mai male il cuore fedelissimo del tuo amato.
sempre tuo
sempre mia
sempre nostri L.


Sono queste le parole di un uomo grato per un amore inatteso, quelle che forse non ho mai avuto il coraggio di far vibrare nella mia gola, o spedire dopo averle scritte. Ma che per la prima volta mi son sentito libero di pensare, sicuro che potessero essere accolte, capite, amate. A tratti ho condotto il pensiero sapientemente, in altri momenti ho vagato tra metafore e simboli, alla ricerca di una bussola, provando ad arginare quanto mi sembrava prorompere senza controllo.

Antonie, Franz (il marito) ed io cerchiamo e troviamo una strada per stare bene insieme, per amarci nel solo modo che la nostra, la mia coscienza, ci consente di sopportare. Fatti i conti con ciò che sono, è tutto quanto ho potuto concedermi.
Almeno fino a quando i Brentano lasciano Vienna per fare rientro a Francoforte, costringendomi all’addio e alla rinuncia più dolorosa.


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episodio 4

 

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